La vendita di un attivo

Per la vendita dell’azienda, l’acquisto di un fondo permette di evitare ogni legame con le passività anteriori e dunque dei rischi che ne derivano. Il cedente ne ha la titolarità. Di conseguenza ciò corrisponde ad un acquisto di attivi.

E’ composto da veri elementi immateriali (i clienti, il diritto leasing, la marca, il nome commerciale, i diritti di proprietà intellettuale, etc.) e materiali (es. scorte, macchinari, etc.)

L’acquisto di un fondo permette all’acquirente di scegliere degli elementi che vuole riprendere. Ciononostante, in tale forma di vendita dell’azienda, sarà obbligato ad eseguire certi contratti che sono, di pieno diritto, trasferiti nel fondo.

-Il leasing operativo,

-Il contratto di assicurazione,

-Il contratto di lavoro.

Relativamente ai contratti di lavoro, l’acquirente, può vedersi chiamato al pagamento di somme relative ai contratti con i dipendenti. In tlai casi puo farsi rimborsare dal venditore.

In tale forma di vendita di azienda altri contratti sono ceduti. In effetti, i contratti necessari al perseguimento dell’attività sono conservati. Ciascun di tali contratti sarà studiato precisamente al fine che l’acquirente conosca l’oggetto preciso.

In questa forma di vendita dell’azienda si deve determinare il valore di ognuno degli elementi di bilancio materiali e immateriali al fine di pervenire al valore globale dell’azienda. Il valore del fondo è calcolato in base a delle referenze comparative del mercato di fondi analoghi.
Il valore degli elementi materiali è fissato, in tale forma, rispetto al loro valore di mercato.
Mentre il valore degli elementi immateriali è valutato in base a dei standard professionali che sono reperiti attraverso la consulta di periti tecnici o consulenti specializzati (es. marche, brevetti, licenze, etc.).
Il prezzo finale sia dei beni materiali che immateriali è affinato rispetto alle caratteristiche specifiche dell’azienda.

L’acquisto di un fondo si effettua in due tempi distinti :

– Il contratto preliminare di vendita dell’azienda,

– Il contratto definitivo di vendita.

Il primo tipo di contratto permette a ciascuna delle parti di stabilire tutti gli elementi del contratto di compravendita (i documenti amministrativi per il venditore e le autorizzazioni bancarie per l’acquirente).

Questo contratto preliminare prende la forma di una promessa unilaterale di vendita dell’azienda o di un compromesso di vendita dell’azienda.

Il compromesso di vendita dell’azienda significa la volontà di impegnarsi di entrambi le parti nell’atto di compravendita. Ciononostante questo contratto preliminare può contenere una clausola per la quale l’acquirente può non rispettare il contratto contro pagamento di una penalità monetaria al venditore previamente stabilita dalle parti.

La promessa unilaterale di vendita dell’azienda indica la volontà del venditore di vendere. Il compimento di questa promessa dipende dalla volontà dell’acquirente. Nel caso in cui la vendita non si realizzi l’acquirente versa una indennità al venditore. La promessa di vendita deve essere registrata entro 10 giorni rispetto alla firma del contratto a pena della sua nullità .

Alla scadenza del contratto preliminare di vendita le due parti stabiliscono un termine per la firma del contratto definivo. Questo ultimo contratto è oggetto di una registrazione e di una pubblicità legale.

Se è concordato un pagamento scadenzato nel tempo, il venditore ha un privilegio legale sul fondo derivando un diritto di domandare altre garanzie sullo stesso. Durante tre mesi il venditore non riceverà nulla finanziariamente. La somma sarà bloccata per scontare l passivo.

In tale forma di vendita di azienda esistono due garanzie legali che proteggono l’acquirente : la garanzia dei vizi nascosti e l’obbligazione di non ristabilimento.

La garanzia dei vizi nascosti non ha bisogno di essere registrata nell’atto in quanto protegge par default l’acquirente :
-impendendo la utilizzazione di un fondo,
-cambiando il valore dell’azienda di modo che l’acquirente non avrebbe comprato l’azienda stessa o il venditore non l’avrebbe ceduta.

L’obbligazione di non re stabilimento è generalmente completata da una clausola di non concorrenza permettendo all’acquirente di proteggersi contro atti del venditore che culminano in una perdita di clienti. Tale clausola deve essere limitata nel tempo e/o nello spazio.

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